Premio Riccione per il Teatro 2015: il bando di concorso

27-04-2015

È online il bando del 53° Premio Riccione per il Teatro, attribuito all'autore di un’opera originale in lingua italiana o in dialetto, non rappresentata in pubblico, come contributo allo sviluppo della drammaturgia contemporanea. Il concorso assegna anche il Premio Riccione “Pier Vittorio Tondelli” al miglior autore under-30 e la menzione speciale “Franco Quadri” all’opera che meglio coniuga scrittura teatrale e ricerca letteraria. Scadenza di consegna: lunedì 29 giugno 2015.

 

Regolamento ufficiale

    Fausto Paradivino

    Nato a Genova nel 1976, è autore, attore e regista. Ha conquistato il suo primo riconoscimento già nel 1998, alla terza Rassegna della drammaturgia emergente, con Gabriele, testo scritto insieme a Giampiero Rappa. Si è poi aggiudicato il Premio Riccione “Pier...

    Michela Cescon

    Attrice teatrale e cinematografica, si è diplomata alla scuola Teatro Stabile di Torino di Luca Ronconi, con cui ha esordito in Qualcosa di vero dev’esserci… di Luigi Pirandello e in Ruy Blas di Victor Hugo. Ha poi iniziato una lunga...

    Arturo Cirillo

    Attore e regista, nato a Castellamare di Stabia nel 1968, ha studiato all’Accademia nazionale d’arte drammatica ed è cresciuto artisticamente nella compagnia di Carlo Cecchi. Ha interpretato Shakespeare, Goldoni, Büchner, Čechov, Beckett, De Filippo, Fassbinder, Koltès per poi...

    Maddalena Crippa

    Attrice, ha iniziato la sua carriera al Piccolo Teatro di Milano. Qui a soli diciotto anni è stata diretta da Giorgio Strehler ne Il campiello di Goldoni, partecipando poi a una lunga tournée che l’ha portata a Parigi, Berlino, Varsavia e Mosca. Protagonista di un’intensa...

    Graziano Graziani

    Nato a Roma nel 1978, è scrittore, giornalista e critico teatrale. È tra i conduttori di «Fahrenheit» a Radio 3 Rai, dove collabora anche per la trasmissione «Pantagruel» e come documentarista per «Tre Soldi». È inoltre autore di «Memo», l...

    Laurent Muhleisen

    Nato a Strasburgo, in Francia, nel 1964 lavora come drammaturgo e traduttore dagli anni Novanta. Dal 1999 dirige la Maison Antoine Vitez, centro internazionale di traduzione teatrale con sede a Montpellier, e dal 2006 è consulente letterario e teatrale della Comédie-Française. Per la compagnia...

    Silvio Orlando

    Nato a Napoli nel 1957, ha esordito come attore teatrale con i migliori autori e registi della scuola partenopea, da Carpentieri a Tauti a Neiwiller. La consacrazione è arrivata con Gabriele Salvatores, che lo ha diretto in Comedias ed Eldorado al Teatro dell’Elfo di...

    Christian Raimo

    Nato a Roma nel 1975, ha collaborato con le riviste letterarie Liberatura, Elliot-narrazioni, Accattone, Il maleppeggio e con il blog Nazione Indiana. Attualmente coordina il blog collettivo minima&moralia e cura la sezione...

    Serena Sinigaglia

    Diplomata al corso di regia teatrale presso la Civica scuola d’arte drammatica Paolo Grassi, nel 1996 ha fondato la Compagnia ATIR in cui ricopre il ruolo di direttore artistico. Accanto ai grandi autori del passato (Euripide, Aristofane, Shakespeare, Garcia Lorca, Majakovskij) ha portato...

    Commissione di selezione

    La giuria si avvale della collaborazione di una commissione di selezione preliminare, i cui membri sono scelti dal presidente e dai singoli giurati. Per la 53ª edizione i compenenti sono: Luca Bargagna, Giacomo Bisordi, Francesco Brandi, Camilla Brison, Iris...

    Simone Bruscia

    Direttore di Riccione Teatro

     

    Nato a Rimini nel 1977, è laureato in Letteratura musica e spettacolo all’Università “La Sapienza” di Roma. Dalle conferenze agli spettacoli, dai concerti ai festival, la sua ricerca esplora il terreno di...

La storia del Premio, dalla scoperta di Italo Calvino a oggi

Il Premio Riccione per il Teatro, nato nel 1947, è il più autorevole premio per gli autori teatrali italiani. Nato su iniziativa dell'allora sindaco di Riccione Gianni Quondamatteo e da Paolo Bignami, pittore e scenografo bolognese, il Premio testimoniava l'ansia di rinnovamento che animava la cultura del dopoguerra. La prima edizione veniva inaugurata in quella stessa estate del 1947 in cui prendevano l'avvio i due più importanti festival teatrali europei, di Avignone e di Edimburgo, mentre a Milano, nello stesso anno, partiva la prima stagione del Piccolo Teatro di Giorgio Strehler e Paolo Grassi.

 

La scoperta di Italo Calvino

La prima edizione del Premio Riccione affiancò al teatro la letteratura (Sibilla Aleramo presidente, Mario Luzi, Guido Piovene, Elio Vittorini e Cesare Zavattini giurati) e assegnò il premio della sezione letteraria al ventiquattrenne Italo Calvino per Il sentiero dei nidi di ragno; il giovane Calvino ebbe a Riccione il primo riconoscimento del suo percorso di scrittore. L’anno successivo la sezione scrittori venne eliminata e il Premio Riccione si caratterizzò definitivamente come concorso rivolto agli scrittori di teatro. Nelle giurie successive intervennero studiosi e critici di fama: tra i giurati del primo quindicennio si trovano i nomi di Vito Pandolfi, Massimo Bontempelli, Ivo Chiesa, Ezio Raimondi. Divennero compagni di viaggio del Premio anche Luigi Squarzina, Aldo Trionfo, Maurizio Scaparro, Ferruccio Masini, Edoardo Sanguineti e altri. Altrettanto importanti gli autori premiati: Enzo Biagi, Tullio Pinelli, Dacia Maraini, Renzo Rosso, Sergio Liberovici, Gregorio Scalise, Masolino D’Amico.

 

Da Franco Quadri agli ultimi anni

Nel 1982 il comitato promotore del “nuovo” Premio Riccione incaricò Franco Quadri, intellettuale e uomo di teatro lontano dalle convenzioni del teatro di prosa “tradizionale”, per avvalersi di un autorevole e innovativo contributo alla rifondazione del premio. Franco Quadri assunse la direzione artistica del Premio dal 1983 al 1991; dal 1995 al 2007 ha tenuto la presidenza della Giuria. Nel lungo ciclo segnato dalla collaborazione con Franco Quadri l’apertura al nuovo e la sua capacità di intercettare, valorizzare e portare in scena le voci innovative ed “eccentriche” del teatro contemporaneo hanno dato frutti straordinari. Negli anni, inoltre, il Premio Riccione ha promosso i testi premiati e segnalati presso i maggiori teatri e compagnie italiane, seguendo il loro passaggio dalla pagina alla scena grazie a uno specifico premio di produzione.

 

Hanno fatto parte delle giurie del premio teatranti, critici e intellettuali competenti e autorevoli quali: Luca Ronconi, Ottavia Piccolo, Renato Palazzi, Roberto Andò, Sergio Colomba, Luca Doninelli, Edoardo Erba, Anna Bonaiuto, Maria Grazia Gregori, Renata Molinari, Elena De Angeli, Giorgio Pressburger, Renzo Tian, Giuseppe Bertolucci, Marisa Fabbri, Ugo Ronfani, Giovanni Raboni, Franco Brusati, Piera Degli Esposti, Vincenzo Consolo, Cesare Garboli e così via; grazie al lavoro delle giurie, le opere di molti autori, in gran parte nuovi, sono state riconosciute e  hanno trovato, sempre più numerose, la via della scena: tra gli altri Enzo Moscato, Pier Vittorio Tondelli, Ugo Chiti, Maurizio Donadoni, Umberto Marino, Angelo Longoni, Giuseppe Manfridi, Sonia Antinori, Antonio Sixty, Renato Sarti, Antonio Tarantino, Andrea Malpeli, Roberto Cavosi, Mimmo Borrelli. [Nella foto: Pier Vittorio Tondelli e Franco Quadri, con Maroly Lettoli e Paolo Landi]

 

Il Premio Riccione Pier Vittorio Tondelli
Il Tondelli è dal 1999 il Premio Riccione under-30: Fausto Paravidino, Davide Enia, Letizia Russo, Stefano Massini e Mimmo Borrelli sono autori scoperti dal Premio Tondelli, prima del loro successo sulle scene nazionali. L’importante rassegna organizzata dalla Biennale Teatro di Venezia nel 2004 era costituita quasi interamente di giovani autori scoperti dal Premio Riccione o dal Premio Tondelli. Tutti i vincitori sono stati messi in scena da importanti teatri e festival italiani. Fondamentale anche la promozione all’estero dei vincitori del Tondelli, come nel caso di Fausto Paravidino (vincitore 1999) che, tra il 2000 e il 2002, grazie alla mediazione di Riccione Teatro, ha ricevuto committenze dai due maggiori teatri londinesi, il Royal Court e il National Theatre.

 

La 53ª edizione: gli ultimi premiati

Nella 53ª edizione, svoltasi nel 2015, la Giuria presieduta da Fausto Paravidino ha assegnato il Premio Riccione per il Teatro a Elisa Casseri per L’orizzonte degli eventi, testo capace di “raccontare un tema intimo in bilico tra il disagio e la malattia con una forma teatrale nuova e avvincente”. Il Premio Riccione “Pier Vittorio Tondelli” per un giovane autore sotto i trent’anni è stato invece attribuito all’unanimità a Carlo Guasconi per Il bugiardo, opera che ha colpito la giuria per la capacità “di affrontare il tema del lutto, con profondità e grazia”. A Vitaliano Trevisan, per Il cerchio rosso. Studio per un affresco, la menzione speciale in memoria di Franco Quadri “per una lingua nuova, inventiva, sfidante... un dialetto che più che alla tradizione italiana si rifà a una koinè internazionale”. 

  

Tutti i vincitori del Premio Riccione:

«Riccione: il mistero di Enzo Biagi» vincitore nel 1953

05-12-2016

Continua il viaggio di Davide Brullo negli archivi del Premio Riccione. Al centro dell’attenzione questa volta è la storia poco nota di Enzo Biagi, vincitore del Premio Riccione a poco più di trent'anni con la pièce Giulia viene da lontano

Ritratto di donna araba che guarda il mare: in scena il 52° Premio Riccione

30-11-2016

Sabato 3 dicembre debutta in anteprima nazionale Ritratto di donna araba che guarda il mare, trasposizione del testo di Davide Carnevali vincitore del 52° Premio Riccione per il Teatro. Lo spettacolo, diretto da Claudio Autelli e prodotto da LAB121 insieme a Riccione Teatro, va in scena al Teatro Comunale San Teodoro di Cantù.

 

Sabato 3 dicembre, ore 21

Teatro Comunale San Teodoro 

Da Zavattini a Pinelli: un viaggio negli archivi del Premio Riccione

24-11-2016

Davide Brullo del quotidano La Voce di Romagna ha visitato l’archivio del Premio Riccione per il Teatro. Nell’articolo allegato, tra telegrammi di Cesare Zavattini e lettere di Tullio Pinelli, vengono ricordate alcune delle innumerevoli testimonianze conservate nell'archivio del Premio: un patrimonio di primaria importanza per la drammaturgia italiana, con oltre 6000 copioni inviati al concorso sin dal 1947, e con note di giuria, manifesti, fotografie, cimeli, carteggi.

 

Edizione 2015: la premiazione
Edizione 2013: la premiazione
Franco Quadri al Premio Riccione
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La serata (video di Simone Felici)
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Backstage 2013: giurati al lavoro
Aspettando la premiazione
L’anteprima: Umberto Orsini
Edizione 2011: il video della serata
See video
Edizione 2011: la premiazione
2011: il tributo a Tondelli
Edizione 2009: i vincitori
1947, la prima edizione
Fo, De Filippo, Biagi e gli altri
Tondelli e Riccione

Riccione TTV Festival, 23ª edizione

21-10-2014



Oltre allo storico Premio Riccione dedicato alla drammaturgia contemporanea, l’associazione Riccione Teatro propone da più di venticinque anni il Riccione TTV Festival - Performing arts on screen, manifestazione biennale intitolata a “Teatro Televisione e Video" e dedicata agli intrecci tra arti sceniche e media.

 

3-8 novembre 2016

RICCIONE TTV FESTIVAL. Performing arts on screen

Riccione TTV Festival, 23ª edizione: il programma

29-10-2016

3-8 novembre 2016

Spazio Tondelli, Cinepalace, Villa Lodi Fè

 

RICCIONE TTV FESTIVAL

Performing arts on screen

 

Storico appuntamento biennale dedicato al rapporto tra arti sceniche, video e nuove tecnologie, il Riccione TTV Festival torna dal 3 all’8 novembre 2016, con un programma che unisce teatro, cinema, arte e musica e con sei giorni di spettacoli, film, concerti, incontri e tavole rotonde. 

Tra i protagonisti della 23ª edizione Ottavia Piccolo, Matteo Garrone, Peter Greenaway, Alessandro Baronciani e Colapesce, Teho Teardo ed Elio Germano.

 

Il programma giornata per giornata

giovedì 3 novembre

venerdì 4 novembre

sabato 5 novembre

domenica 6 novembre

lunedì 7 novembre

martedì 8 novembre

 

I luoghi del festival
Spazio Tondelli: via don Giovanni Minzoni, 1
Cinepalace: viale Virgilio, 19
Villa Lodi Fè: viale delle Magnolie, 2

Giovedì 3 novembre: Ottavia Piccolo ospite al Cinepalace

29-10-2016

PROGRAMMA - GIOVEDÌ 3 NOVEMBRE 2016

 

Cinepalace, ore 20.30

Il cinema racconta il teatro

7 MINUTI

di Michele Placido

con Cristiana Capotondi, Violante Placido, Ambra Angiolini, Ottavia Piccolo, Fiorella Mannoia, Maria Nazionale, Clémence Poésy, Sabine Timoteo, Anne Consigny

Italia, Francia, Svizzera 2016, 88’

proiezione, incontro con Ottavia Piccolo

 

I proprietari di un’azienda tessile italiana cedono la maggioranza della proprietà a una multinazionale.

Sembra che non siano previsti licenziamenti, operaie e impiegate possono tirare un sospiro di sollievo. Però... Però c’è una piccola clausola nell’accordo che la nuova proprietà vuole far firmare al consiglio di fabbrica. Undici donne dovranno decidere, in rappresentanza di tutta la fabbrica, se accettare una riduzione di sette minuti nella pausa pranzo. A poco a poco il dibattito si accende, e a emergere prima del voto finale sono le storie delle protagoniste, le loro speranze e i loro ricordi: un caleidoscopio di vite diversissime e pulsanti, vite di donne, madri, figlie. 

Ispirato a una storia vera accaduta a Yssingeaux, in Francia, nel 2012, 7 minuti nasce dall’omonimo testo teatrale di Stefano Massini, grande drammaturgo che del film cosceneggiatore. “Pur essendo questo film materia sociale di grande attualità,” ha dichiarato il regista Michele Placido, “quello che più mi ha intrigato è il meccanismo di suspense che, assieme a Stefano Massini, abbiamo messo in scena. Perché l’altro grande protagonista del film è il tempo.” Il tempo sì: pochissime ore per un confronto serrato che ricorda quello tra i protagonisti del film di Sidney Lumet La parola ai giurati.

 

In collaborazione con Giometti Cinema, DIG.

Ingresso: 8,50 euro, ridotto 6 euro (prevendita www.giomettirealestatecinema.it). Aperitivo offerto da Bio’s Kitchen.

Venerdì 4 novembre: protagonista la grande danza di Mr. Gaga

28-10-2016

PROGRAMMA - VENERDÌ 4 NOVEMBRE 2016

 

Spazio Tondelli, ore 18.30
LA DRAMMATURGIA ITALIANA CONTEMPORANEA
Da Pirandello al futuro

conversazione con Dario Tomasello
interviene Viviana Raciti (Teatro e critica)

 

Dario Tomasello, studioso di teatro e docente dell’Università di Messina, presenta il suo recente volume La drammaturgia italiana contemporanea, in un incontro con la giovane critica Viviana Raciti. Il libro, edito da Carocci, attraversa un secolo di storia della nostra drammaturgia, riservando la stessa attenzione ai classici conclamati e agli autori viventi, protagonisti della straordinaria fioritura degli ultimi anni. Il teatro italiano contemporaneo è il luogo di uno scontro, neanche tanto sotterraneo, fra la tradizione attoriale e il tentativo di un’autorialità letteraria di imporsi alla scena: consapevole di questo scontro, Tomasello decide di ricostruire una genealogia drammaturgica complessiva che tenga conto della specificità italiana, tra protagonismo attoriale e policentrismo dei linguaggi della scena. In questo suo lavoro di indagine dedica particolare attenzione al paradosso pirandelliano e dusiano di un’idiosincrasia prolifica per il teatro, e non trascura nemmeno la “funzione Eduardo”, capace di alimentare molta della nouvelle vague attuale grazie alla mediazione di straordinari attori-artisti.

 

Ingresso libero. A seguire aperitivo offerto con l’autore.

 


Cinepalace, ore 20.30
Il cinema racconta il teatro
MR. GAGA
di Tomer Heymann
con Ohad Naharin, Batsheva Dance Company
Israele, Svezia, Germania, Paese Bassi 2015, 100’
proiezione (versione originale, sottotitoli in italiano)

presentazione a cura di Andrea Zardi

 

Mr. Gaga è la storia di Ohad Naharin, coreografo israeliano tra i più apprezzati e innovativi al mondo. Tomer Heymann costruisce un’opera documentaristica attorno all’eclettica figura di Naharin e al linguaggio di movimento corporeo Gaga da lui creato. Nato in un kibbutz nel 1952, Naharin inizia a danzare nel 1974 con la Batsheva Dance Company di cui sarà direttore dal 1990. A New York, si forma con Martha Graham e si esibisce con importanti compagnie. Gaga è la sua creazione più pioneristica, un vero e proprio linguaggio che enfatizza l’esplorazione delle proprie sensazioni e le possibilità del movimento. Gaga è un invito alla scoperta del corpo e delle traiettorie che esso può tracciare attraverso un movimento libero da una grammatica definita, che Naharin e la Batsheva Dance Company offrono a persone comuni e a danzatori professionisti di tutto il mondo. L’attività formativa e coreografica di Ohad Naharin e della Batsheva si svolgono in Israele, sede della compagnia, per infrangerne i confini e rendere Gaga conosciuto e studiato internazionalmente.
Le immagini di Mr. Gaga, costruite attraverso riprese inedite delle lezioni con i danzatori, documenti d’archivio, filmati di repertorio e scene di performance, conducono il pubblico nel mondo Gaga, visione unica e straordinaria della danza e della vita.

 

In collaborazione con Giometti Cinema.

Ingresso: 5 euro (prevendita www.giomettirealestatecinema.it).

Sabato 5 novembre: Garrone al Cinepalace, Colapesce allo Spazio Tondelli

27-10-2016

PROGRAMMA - SABATO 4 NOVEMBRE 2016

 

Villa Lodi Fè, ore 10

DALLE AVANGUARDIE AL POST-DRAMMATICO

tavola rotonda a cura di Graziano Graziani

con Lorenzo Donati, Gerardo Guccini, Massimo Marino, Rodolfo Sacchettini, Annalisa Sacchi, Attilio Scarpellini

 

La gran parte delle analisi sulla condizione del teatro si concentra sul problema delle risorse e dell’organizzazione economica, cioè di fatto sulla marginalità del teatro nel sistema della cultura e della comunicazione. Tutto ciò che è qualità viene nascosto dietro indici quantitativi, che poi non a caso si rivelano fallaci. Che ne è dell’“altro teatro” di cui parlava Nico Garrone, si può ancora individuare un’eredità poetica di quella stagione nella scena che negli ultimi venti anni è stata definita, a seconda degli osservatorii, con le denominazioni più varie: teatro contemporaneo, teatro indipendente, post-drammatico, terza avanguardia? È ormai evidente, infatti, che le diverse mappature del “nuovo-nuovo teatro” tracciate in questi anni riescono a monitorare il fenomeno ma non a istituire una narrazione. Il Riccione TTV Festival organizza un incontro tra critici e operatori appartenenti a diverse generazioni per capire come il passato delle avanguardie si riaffacci nei teatri del tempo presente. Ma soprattutto per cercare di rispondere alla domanda: si può individuare un “linguaggio” comune che rappresenti la lingua teatrale dei nostri tempi?

 

Temi della tavola rotonda: critica e formazione del pubblico; il teatro e l’immagine; corpo e drammaturgia; verso un post-drammatico italiano.

Ingresso libero.

 

 

Cinepalace, ore 16

Il cinema racconta il teatro

L’ALTRO TEATRO

Episodio 1. Protagonisti delle cantine

di Giuseppe Bartolucci, Maria Bosio, Nico Garrone

Italia 1980, 60’

proiezione, incontro con Maria Bosio, Matteo Garrone, Graziano Graziani

 

Identità artistica, personale e politica: il “teatro delle cantine”, che si impose soprattutto a Roma negli anni Settanta, mirava a recuperare intrecciandole queste tre identità, appannate dall’Accademia e dalle compagnie stabili. Il film in tre episodi L’altro teatro racconta quella stagione attraverso tre straordinarie gallerie di personaggi. Sabato 5 novembre, il TTV presenta il primo dei tre episodi, Protagonisti delle cantine, una testimonianza imperdibile con personaggi come Piero Panza, Giancarlo Nanni, Manuela Kustermann, Rossella Or, Dominot, Memé Perlini e Simone Carella. Domenica 6 verranno proiettati gli episodi successivi: I comici ed altri protagonisti, con Carmelo Bene, Victor Cavallo, Dacia Maraini, Roberto Benigni, Carlo Verdone, Leo De Berardinis; e Teatro in periferia e festival dei poeti, dove incontreremo tra gli altri Benedetto ed Esmeralda Signorelli, Giorgio Barberio Corsetti, Allen Ginsberg e Renato Nicolini. Un volo sentimentale e divertito attraverso la variegata galassia chiamata teatro d’avanguardia.

La retrospettiva su questa straordinaria testimonianza storica è presentata da Graziano Graziani insieme a Maria Bosio (coautrice del documentario) e al regista Matteo Garrone (figlio di un altro degli autori, il critico Nico Garrone).

 

In collaborazione con Rai Teche, Giometti Cinema.

Ingresso libero.

 

 

Cinepalace, ore 17.30

Il cinema racconta il teatro

ESTATE ROMANA

di Matteo Garrone

con Rossella Or, Victor Cavallo, Monica Nappo, Salvatore Sansone

Italia 2000, 90’

proiezione

 

Nell’ambito della rassegna Il cinema racconta il teatro, il 23° Riccione TTV Festival proietta il terzo lungometraggio di Matteo Garrone, Estate romana: un film liberamente ispirato a quella scena off che il padre, Nico Garrone, aveva raccontato nelle vesti di critico.

Rossella, attrice del teatro di avanguardia degli anni Settanta, ritorna a Roma dopo troppi anni di assenza. Ma quale Roma? Sparite le “cantine romane”, chiusi troppi teatri, invecchiati i vecchi ritrovi e i vecchi amici. Accompagnata da Salvatore, scenografo napoletano pigro e disilluso, dall’assistente Monica e da un ingombrante mappamondo costruito per uno spettacolo ispirato a Guerre stellari, attraverso una città ormai senza volto, Rossella va alla ricerca della propria identità. E di un pezzo della nostra.

 

In collaborazione con Giometti Cinema.

Ingresso libero. Merenda offerta da Bio’s Kitchen.

 

 

Spazio Tondelli, ore 21.30

CONCERTO DISEGNATO

musica di Colapesce

disegni live di Alessandro Baronciani

 

Dopo il successo della graphic novel La distanza (Bao Publishing), scritta da Colapesce e disegnata da Alessandro Baronciani, i due tornano insieme sul palco per il loro Concerto disegnato. La formula è già stata collaudata a ottobre 2013, con una serie di concerti speciali organizzati per chiudere il tour di Un meraviglioso declino, fortunato album d’esordio di Colapesce. I brani del cantautore siciliano e le illustrazioni live di Baronciani dialogano gli uni con le altre in uno show in continua evoluzione, dove anche l’improvvisazione ha un ruolo fondamentale. A fare da filo conduttore allo spettacolo è il tema della graphic novel, un road trip sentimentale che usa i toni e i colori dell’estate siciliana per raccontare una crescita personale: quella del protagonista Nicola, capace di superare le sue idiosincrasie e di venire a patti con la distanza, fisica ed emotiva. Nel nuovo tour le più apprezzate canzoni di Colapesce vengono riproposte in versione acustica, cruda e scarna, accompagnate solo dai disegni in tempo reale di Baronciani.

Lo stesso Baronciani, a un anno esatto dall’inaugurazione, dedica allo Spazio Tondelli un murale appositamente realizzato in occasione della 23ª edizione del Riccione TTV Festival. A partire dalla figura di Pier Vittorio Tondelli, Baronciani disegna un’evocazione del mare d’inverno, del paesaggio adriatico fuori stagione e, per dirla con Tondelli, del suo “presentarsi come un grande contenitore, vuoto e spoglio, in cui la fantasia può liberamente ambientare i propri sogni.”

 

Ingresso libero.

Domenica 6 novembre: «Viaggio al termine della notte» con Germano e Teardo

27-10-2016

PROGRAMMA - DOMENICA 6 NOVEMBRE 2016

 

Villa Lodi Fè, ore 16

Il cinema racconta il teatro

L’ALTRO TEATRO

Episodio 2. I comici ed altri protagonisti

Episodio 3. Teatro in periferia e festival dei poeti

di Giuseppe Bartolucci, Maria Bosio, Nico Garrone

Italia 1980, 120’

proiezione

 

Prosegue la retrospettiva dedicata a L’altro teatro, viaggio nella scena off degli anni Settanta. Il secondo episodio ci porta a incontrare Carmelo Bene, Dacia Maraini, Leo De Berardinis, Victor Cavallo, John Francis Lane, Bettina Best, Lisi e Silvana Natoli. Roberto Benigni e Carlo Verdone raccontano i loro esordi all’Alberichino mentre Donato Sannini, il Majakovskij italiano, si esibisce in uno dei suoi show geniali.

Il terzo episodio passa infine in rassegna alcuni protagonisti della cultura di quegli anni come Simone Carella, Fabio Sargentini, Benedetto ed Esmeralda Signorelli, Giorgio Barberio Corsetti, Renato Nicolini e il poeta americano Allen Ginsberg.

 

In collaborazione con Rai Teche.

Ingresso libero.

 

 

Spazio Tondelli, ore 21

Anteprima La bella stagione 2016/17

VIAGGIO AL TERMINE DELLA NOTTE

di Elio Germano e Teho Teardo, dal romanzo di Louis-Ferdinand Céline

con Elio Germano: voce

Teho Teardo: chitarra e live electronics

Elena De Stabile: violino

Ambrachiara Michelangeli: viola

Laura Bisceglia: violoncello

 

Viaggio al termine della notte rivive a teatro grazie a Elio Germano e Teho Teardo, che dopo anni di successi tornano a confrontarsi con il capolavoro letterario di Louis-Ferdinand Céline e mettono in scena uno spettacolo completamente rinnovato, che viene presentato al 23° Riccione TTV Festival e inaugura ufficialmente La bella stagione, cartellone teatrale della città di Riccione. Avvalendosi della straordinaria sensibilità interpretativa di Germano (tre David di Donatello, miglior attore al Festival di Cannes 2010), Teardo ripercorre musicalmente alcuni frammenti del Viaggio e ne restituisce la disperazione grottesca con una partitura inedita, che scopre nuove dinamiche espressive nella combinazione di archi, chitarra e live electronics, sonorità cameristiche ed echi di un futuro tecnologico.

Le immagini evocate dal romanzo di Céline si inseriscono alla perfezione nel tessuto sonoro creato da Teardo, compositore tra i più amati del nuovo cinema italiano. In questo sorprendente susseguirsi di eventi verbali e sonori, la voce di Germano moltiplica le sue forze suggerendo nuove prospettive sulle disavventure di Bardamu e sugli orrori della guerra mondiale: un conflitto capace di travolgere le relazioni tra gli uomini quanto i continenti.

 

Ingresso: 15 euro.

Lunedì 7 novembre: Peter Greenaway presenta «Nightwatching»

27-10-2016

PROGRAMMA - LUNEDÌ 7 NOVEMBRE 2016

 

Cinepalace, ore 20.30

Il cinema racconta il teatro

NIGHTWATCHING

di Peter Greenaway

con Martin Freeman, Emily Holmes, Jodhi May, Eva Birthistle, Toby Jones, Natalie Press

Olanda, Canada, Polonia, Regno Unito 2007, 134’

proiezione (versione originale, sottotitoli in italiano)

incontro con Peter Greenaway

 

Presentato in concorso alla 64ª Mostra del cinema di Venezia e accolto con favore dalla critica, il film di Peter Greenaway Nightwatching arriva finalmente al cinema anche in Italia, dopo nove anni di attesa (distribuzione Lo Scrittoio). Per l’occasione, Greenaway incontra il pubblico di Riccione in una proiezione-evento che chiude ufficialmente il tour di presentazione del film.

In Nightwatching il regista gallese, già ospite d’onore al 22° Riccione TTV Festival, continua la sua indagine sul mondo dell’arte con un ironico dramma in costume su Rembrandt e sul dipinto La Ronda di notte (The Night Watch), l’opera che gli procurò al tempo stesso fama e rovina. Siamo nel 1642. Il celebre pittore olandese – interpretato da Martin Freeman – cede alle insistenze della moglie Saskia e accetta di ritrarre la milizia civica di Amsterdam. Mentre dipinge, però, intuisce che gli uomini della milizia stanno complottando qualcosa.

Denaro, sesso, cospirazione e pittura. È attorno a questi quattro temi che si sviluppa il visionario omaggio di Greenaway, in un intreccio di misteri criminali, satira politica e passioni amorose. Il film si concentra proprio sul punto di rottura della carriera di Rembrandt, il passaggio dal successo alla rovina. “Come è possibile” si chiede il regista “che un pittore così ricco e rispettato per metà della sua vita sia morto nell’indigenza? Che cosa fa in realtà la pittura? Potremmo porci la stessa domanda per quanto riguarda il cinema. Che cosa fa in realtà il cinema?”

Sperimentatore accanito, Greenaway si distingue per una cifra stilistica che fonde cinema, videoarte, pittura, musica e teatro. Il Riccione TTV Festival – manifestazione dedicata al rapporto tra arti sceniche, video e nuove tecnologie – ne presenta una delle opere più significative, avvincente nella narrazione e pittorica nella forma, con chiaroscuri e tableaux vivant che traducono alla perfezione l’insegnamento di Rembrandt. La proiezione è accompagnata da una conversazione con Peter Greenaway e Maurizio Di Rienzo.

 

In collaborazione con Lo Scrittoio, CG Entertainment, Giometti Cinema, Riccione Cinema d'autore - Istituzione Riccione per la Cultura.

Ingresso: 5 euro (prevendita www.giomettirealestatecinema.it). Aperitivo offerto da Bio’s Kitchen.

Martedì 8 novembre: anteprima del film «La stoffa dei sogni»

27-10-2016

PROGRAMMA - MARTEDÌ 8 NOVEMBRE 2016

 

Cinepalace, ore 20.30

Il cinema racconta il teatro

LA STOFFA DEI SOGNI

di Gianfranco Cabiddu

con Sergio Rubini, Ennio Fantastichini, Alba Gaïa Bellugi, Teresa Saponangelo, Renato Carpentieri

Italia, Francia 2015, 101’

proiezione, incontro con Gianfranco Cabiddu e Maurizio Di Rienzo

 

Immediato dopoguerra. Una modesta compagnia di teatranti naufraga sulle coste dell’Asinara insieme a un gruppo di pericolosi camorristi. Il direttore della famigerata isola-carcere, già insofferente al mondo del teatro per vecchi traumi personali, escogita uno stratagemma per distinguere gli attori dai criminali: tutti i naufraghi dovranno mettere in scena una commedia. In questo modo potrà finalmente smascherare i camorristi che si mescolano alla compagnia nella speranza di sottrarsi alla prigione. Da queste premesse si sviluppa una commedia piena di colpi di scena, che deriva direttamente da due grandi classici del teatro: La tempesta di William Shakespeare e l’Arte della commedia di Eduardo De Filippo. E il teatro – o meglio il teatro universale del mondo – è il vero fulcro del film, tra avventure picaresche, un’improbabile rappresentazione della Tempesta e un amore dal sapore shakespeariano tra la figlia del direttore e il figlio del boss. Non manca nemmeno Calibano, unico abitante superstite di un’isola occupata dal carcere. E mentre l’arte si specchia nella vita, viene alla luce anche una linea narrativa più profonda che tratta il tema universale della colpa, della vendetta, del riscatto e del perdono.

La proiezione è accompagnata da una conversazione con Gianfranco Cabiddu e Maurizio Di Rienzo. Diversamente da quanto comunicato in un primo momento, per ragioni di salute non sarà presente Sergio Rubini.

 

Anteprima italiana. In collaborazione con Giometti Cinema, Riccione Cinema d'Autore - Istituzione Riccione per la Cultura.

Ingresso: 5 euro (prevendita www.giomettirealestatecinema.it). Aperitivo offerto da Bio’s Kitchen.

    Storia Riccione TTV Festival

    Nato nel 1985 e dal 2000 divenuto appuntamento biennale, il Riccione TTV Festival. Performing arts on screen è una manifestazione dedicata al rapporto tra le arti e le nuove tecnologie, promossa da Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Regione Emilia-Romagna, Provincia di Rimini e Comune di Riccione. Ideato e curato dal Premio Riccione per il Teatro, il TTV si articola in incontri, spettacoli e proiezioni. Capace di coinvolgere comunità, grandi nomi della cultura, della musica, del teatro, della letteratura e della televisione, si propone come punto di riferimento per la riflessione sui linguaggi della contemporaneità. La 21ª edizione, svoltasi dal 9 all'11 novembre 2012, ha dedicato un'attenzione particolare alla videodanza, con due focus su Merce Cunningham e Pina Bausch, e la partecipazione del grande ballerino tedesco Lutz Förster.

     

    Dal 2002 al 2010 la manifestazione ha inoltre conferito il Premio Riccione TTV per la Televisione, riconoscimento assegnato a un programma televisivo capace di distinguersi per l’originalità del suo rapporto con lo spettacolo e il teatro. Nel 2002 il Premio è stato consegnato a Piero Chiambretti per la trasmissione Chiambretti c'è, nel 2004 ad Antonio Albanese per Non c’è problema, nel 2006 a Serena Dandini per Parla con me, nel 2008 a Daniele Luttazzi per Decameron. L'ultimo Premio Riccione TTV per la Televisione è stato assegnato nel 2010 a Marco Paolini "per aver attuato un inedito crocevia tra teatro e televisione attraverso le dirette tv La macchina del capo. Racconto di Capodanno (La7, 1° gennaio 2009) e Miserabili. Io e Margaret Thatcher (9 novembre 2009)".

     

Riccione TTV Festival, 23ª edizione

26-10-2016

Cinema, arte, musica, teatro: al 23° Riccione TTV Festival i protagonisti sono Ottavia Piccolo, Matteo Garrone, Peter Greenaway, Alessandro Baronciani e Colapesce, Teho Teardo ed Elio Germano.

 

RICCIONE TTV FESTIVAL

Performing arts on screen,...

23° Riccione TTV Festival: anteprima con i múm

19-02-2016

Riccione, Spazio Tondelli

Sabato 5 marzo, ore 21

#WaitingForTTV

MÚM

MENSCHEN AM SONNTAG / GENTE DI DOMENICA
Silent film concert. Anteprima del 23° Riccione TTV Festival

 

Una delle...

Al Biografilm Festival «Pina Bausch a Roma»

21-05-2015

Verrà presentato il 15 giugno a Bologna il film di Graziano Graziani e Ilaria Scarpa sugli anni romani di Pina Bausch. Una produzione di Riccione Teatro, con  testimonianze inedite di Matteo Garrone, Mario Martone, Vladimir Luxuria, Leonetta Bentivoglio e Andrés Neumann.

 

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6-10 novembre 2014: torna il TTV

29-10-2014

Mario Martone e Peter Greenaway sono i due ospiti d’onore del 22° Riccione TTV Festival, che inaugura quest'annno la nuova rassegna Il cinema racconta il teatro. In programma anche due film in prima nazionale su Pina Bausch e il nuovo Padiglione TTV, cittadella delle arti nel cuore...

Giovedì 6 novembre, Leopardi secondo Martone

29-10-2014

La 22ª edizione del Riccione TTV Festival si apre con un doppio omaggio a Mario Martone all’interno della nuova rassegna, organizzata con Giometti Cinema, Il cinema racconta il teatro. Al centro dell’attenzione, il lungo lavoro di ricerca dedicato a Giacomo...

TTV 2016 - 3 novembre

TTV 2016 - 5 novembre

TTV 2016 - 6 novembre 

TTV 2016 - 7/8 novembre

TTV 2014 - Il teaser del festival

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TTV 2012 - 9 novembre

TTV 2012 - 10 novembre

TTV 2012 - 11 novembre

TTV 2012 - Lutz Förster in solo

TTV 2012 - Album Riccione

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TTV 2012 - Music for Wilder Mann

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TTV 2010 - Il festival

TTV 2008 - Il festival

TTV 2004 – Il festival

Al debutto in scena il 52° Premio Riccione

Sabato 3 dicembre, ore 21

Cantù – Teatro Comunale San Teodoro 
RITRATTO DI DONNA ARABA CHE GUARDA IL MARE
di Davide Carnevali, regia di Claudio Autelli

testo vincitore del 52° Premio Riccione per il Teatro, anteprima nazionale

 

Informazioni e acquisto

Riccione TTV Festival, 23ª edizione

3-8 novembre 2016

Spazio Tondelli, Cinepalace, Villa Lodi Fè

 

RICCIONE TTV FESTIVAL

Performing arts on screen

Storico appuntamento biennale dedicato al rapporto tra arti sceniche, video e nuove tecnologie, il Riccione TTV Festival unisce teatro e cinema, arte e musica. Tra i protagonisti della 23ª edizione Ottavia Piccolo, Matteo Garrone, Peter Greenaway, Alessandro Baronciani e Colapesce, Teho Teardo e Elio Germano.

 

Info Programma

Due baby-boomers per "Gli anni piccoli" di Enzo Moscato

Sono un baby-boomer come Enzo, nato come lui nel secondo dopoguerra, io a Rimini, la città più bombardata d’Italia, lui a Napoli, che ebbe il privilegio di essere crudelmente bombardata da entrambe le parti in guerra, prima dagli Alleati, poi dai Tedeschi – già cacciati dalle “quattro giornate”. Lui nasce ai Quartieri (a Napoli, quando si dice “i Quartieri”, non usa specificare, i Quartieri sono sempre i Quartieri Spagnoli); io nel Borgo per antonomasia, l’unico dentro le mura malatestiane, il Borgo San Giuliano. Enzo, fino ai dieci anni, abitava nella parte superiore dei Quartieri, dove stradine e petrai si arrampicano verso il culmine della città, la Certosa e Castel Sant’Elmo. Ancora oggi, dopo che la parte bassa è stata in parte gentrificata, come direbbe Elsa Choosy Fornero, i miei amici napoletani mi consigliano di avere cautela nel varcare il confine invisibile con le parti più in alto, quelle dove abitava Enzo- bambino. Io invece abitavo nella parte “bene” del Borgo, cioè fuori dal Borgo, in Viale Tiberio: belle case a due/tre piani, con giardinetto e cantina, affacciate sui bei viali alberati di pini che, da metà anni Trenta, quando la podesteria di Rimini ridisegnò l’ingresso in città dall’Emilia, conducono al Ponte dei Mille e al nostro orgoglio, il Ponte di Tiberio. Io-bambino non osavo mettere piede nel Borgo vero e proprio, ‘e Borg di anartic e di cumunesta, i cui proletari abitanti erano considerati, dalle formichine virtuose che eravamo noi delle zone residenziali, dei napoletani: “Come hanno due soldi se li spendono! Si i a’ du scud i fa’ baraca e i si magna tott!”. Doppio anatema: comunisti e napoletani, cioè volgari,violenti, malvestiti, sfaticati e sempre pronti a pazziare! Naturalmente, nessuna di noi formichine era stata a Napoli, né aveva mai avuto a che fare con napoletani veri. Io ne conoscevo due: il primo, amico e compagno già dalla prima elementare, si chiamava Rodolfo Muccioli e abitava in una casina rosa, di fianco alla chiesa parrocchiale di S. Giuliano Martire, la prima di una serpentina di case che, costeggiando via S. Giuliano (l’antica Emilia), a risalire verso il ponte di Tiberio, costituiva una ininterrotta cortina protettiva tra la chiesa e il cuore selvaggio del Borgo; il secondo, Stabile di cognome e di fatto, era un ragazzino mite, dai capelli neri, le lunghe gambe magre e la pelle olivastra, che abitava nelle case popolari costruite a metà anni Trenta all’inizio di viale Matteotti, allora XXVIII Ottobre, marcia su Roma: quella che, secondo l’opinione feroce e immemore oggi prevalente nei bar – proprio oggi, 28 ottobre 2012, anno XC –, bisognerebbe rifare. Comunque, a noi formiche risparmiatrici, toccò di andare in processione dai “napoletani” del Borgo, dalle cicale, quando, a metà degli anni Cinquanta, arrivò la televisione con Lascia o raddoppia: la platea, dal soggiorno dove troneggiava il monumentale apparecchio, proseguiva direttamente nella piazzetta, senza separazione tra interno ed esterno, privato e pubblico. Decenni dopo, nei primi anni Ottanta, a Napoli per la prima volta, ritrovai quella famigliarità nei “bassi” dei Quartieri, “quella specie di città nella città, di paese dentro il paese”, scrive Enzo Luoghi che dovevano apparirmi esotici mi erano invece stranamente famigliari, e non potevo darmene ragione, finché ricordai: ricordai che, in un tempo non così lontano, eravamo stati napoletani anche noi! Ritrovai questo miscuglio di arcaico e di “ultimo grido” nelle pagine di Enzo: “I santi e le madonne, gli scongiuri e i miracoli, gli scugnizzi e le gravidanze delle verginelle, i veleni e gli elisir, i segni del cielo, gli avvertimenti della camorra, le bancarelle davanti al basso, l’acqua nella pancia e la retina della spesa, le janare e i numeri del lotto, le fattucchiere e i munacielli, la lettura della sorte nei fondi di caffè o nel piombo fuso… e i nomi propri, Melella, Briggetella, Tore ‘e Criscienzo, Giuvanne ‘o Caprettaro, Toritore… Accanto ai quali si situano, come il telefono col pulsantino di fianco alla Madonna sotto la campana di vetro, tutti i marchingegni-simbolo del consumismo moderno; il whisky, il freezer, gli ormoni, l’’inseminazione artificiale, le operazioni di plastica, l’aereo, gli annunci dei “cuori solitari”, il carcinoma, il fonex, gli handicappati, le assistenti sociali, il pozzo di Vermicino, lo stereo, gli spinelli, l’optalidon, la scala Mercalli, la dichiarazione dei redditi, il tic psicopatologico, la dipendenza alcolica… e i nomi propri, Blanche, Chantal, Betty, Desiderio, Cléo, Shangai Lil…” Così Fabrizia Ramondino, Teatro e Poesia in Enzo Moscato, introduzione a Enzo Moscato, L’angelico bestiario (Ubulibri 1991). Quante cose, vecchie e nuove, “di cattivo gusto”! Il fatto è che Napoli è il contravveleno, il rimedio al “buon gusto”. Il fatto è che a Napoli ti devi arrendere, una resa d’amore, non un’assoluzione erga omnes… contro Napoli non ne puoi, perché Napoli ti eccede, è di più assai! Scendi a Napoli con il tuo “buon gusto”, la tua “estetica”, la tua “eleganza” e… dopo un po’ non sai che fartene! Come si respira bene, dopo che ti sei arreso, quando guardi i mucchi di macerie o le infinite “incompiute” e per prima cosa non le giudichi, ma continui a guardarle, come Thomas Jones, pittore gallese di vedute e paesaggi, imparò a guardare e dipingere non più le rovine classiche del Grand Tour ma una piccola fenestella su un muro spoglio e bellissimo. Questo l’ho imparato, prima ancora di Napoli, nella “cintura degradata” – così scrivono i giornalisti – di Somma Vesuviana, di Ottaviano, di Sant’Anastasìa; l’ho imparato grazie al mio terzo napoletano, Pasquale D’Alessio, che da Somma se n’è venuto a Riccione a lavorare e a scrivere.

“Antico, e tuttavia senza domani. Che possiede soltanto un eterno, insopportabile presente”. Ho appena finito di leggere, con grande soddisfazione di testa e di cuore, Gli anni piccoli, per il quale rubo, da una nota odierna di Alias sui saggi critici di G.W. Sebald, scrittore apolide per scelta, queste parole: “Questa narrazione, per quanto abbia una voce e una cadenza straordinariamente riconoscibili, muove da una intenzione esplicitamente antinarrativa. Nel senso che si sottrae alle regole della finzione, alle logiche costruttive coese e al gesto egemone di mettere in prospettiva il reale”. Così, anche Gli anni piccoli procede per frammenti dai quali si sprofonda, fino a un Olocausto di bambini – o si ascende – ma non si scappa: l’ultima parola di Enzo nel libro è Ccà, qui: il “vivere qui”, a Napoli o altrove, “che oggi […] siamo chiamati energicamente ad affrontare, e a cercar di tramutare in urlo fortissimo di vita – di rispetto per la vita – di ferma custodia della memoria”.

 

Fabio Bruschi

Viserba di Rimini, 28 ottobre 2012

 

Nelle immagini: quattro vedute di Napoli dipite dal pittore gallese Thomas Jones

 

   

 

 

Enzo Moscato e Riccione: attore, autore e regista, Moscato è, tra i capofila della nuova drammaturgia napoletana, il maggiore interprete di un nuovo teatro di poesia. Pièce noire, vincitore del Premio Riccione 1985, il primo sotto il segno di Franco Quadri, gli diede la notorietà nazionale. Il “Riccione” al suo testo, il primo in lingua napoletana – o tout court in dialetto – a essere premiato, inaugurò il riconoscimento di quella lingua nuova, arcaica e contemporanea, contaminata da dialetti non solo meridionali, che oggi nutre alcuni dei filoni più vivi del teatro italiano. Scrive Ramondino: “Sorprende la possibilità, proprio in questa età dei media, di scrivere in napoletano testi che hanno fatto propria anche la lezione dei moderni e dai quali sono banditi ogni passatismo vernacolare, piccolo-borghese e plebeo, ogni tendenza idilliaca o sentimentale, truculenta o populista”. In questo senso, l’affermazione di Moscato a Riccione è storica: dopo di lui le lingue teatrali miste al dialetto segnano profondamente i decenni successivi del Premio e del teatro italiano, dall’amatissimo Lello Baldini al giovane flegreo Mimmo Borrelli, che riconosce in Moscato il maestro di elezione. Enzo Moscato è ritornato più volte a Riccione, dove, dopo il successo, presentò Occhi gettati, seguito dalla partecipazione al TTV e dal lavoro in giuria, fino all’occasione odierna. Impossibile citare qui tutte le opere (ma va citato lo storico Rasoi, spettacolo-manifesto di Teatri Uniti dei primi anni Novanta, regia teatrale e cinematografica di Mario Martone), tutti i premi e le partecipazioni a stagioni, festival e rassegne: si fa un’eccezione per Santarcangelo, quando il festival, diretto da Leo de Berardinis, gli commissionò quattro pezzi, tra il 1994 e il 1997, inaugurati dal fortissimo Mal-d’-Hamlè (in Quadrilogia di Santarcangelo, Ubulibri 1999). Ancora Ramondino, non per de-finire, ma per ri-velare: “Dietro le vesti dell’attore, drammaturgo e commediografo Enzo Moscato si nasconde un nudo e autentico poeta”.

 

Fabio Bruschi, “giardiniere e progettista culturale”, nato a Viserbella nel 1949, vive e lavora a Viserba; è stato direttore dell’Associazione Riccione Teatro, dopo averne definito il profilo, dal 1985 al 2010. 

 

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