Presidente
Umberto Orsini
Brillante allievo dell’Accademia d’Arte Drammatica Silvio D’Amico, debutta diretto da Giorgio De Lullo nel Diario di Anna Frank di Goodrich e Hackett. Nel 1961 la prima grande prova d’attore ne L’Arialda di Testori con la regia di Luchino Visconti. Negli anni successivi lavora in teatro con Zeffirelli, Chi ha paura di Virginia Woolf?, e con Patroni Griffi, Metti, una sera a cena. Sul finire degli anni Sessanta si divide fra teatro, cinema e tv. Grandissimo il successo con lo sceneggiato tv diretto da Sandro Bolchi I fratelli Karamazov di Dostojevski. E’ protagonista del film Il mare di Patroni Griffi e vince il Nastro d’Argento come miglior attore non protagonista nel film La caduta degli dei di Visconti. Dal 1981 al 1997 è condirettore artistico del Teatro Eliseo di Roma, e avvia un’importante collaborazione con Gabriele Lavia che lo dirige in Servo di scena di Harwood, e poi, tra gli altri, ne I masnadieri di Schiller, Non si sa come di Pirandello (Grolle d’oro per il teatro 1983), Volpone di Ben Jonson e Otello di Shakespeare. Negli stessi anni lavora anche con Luca Ronconi, Tre sorelle di Cechov, Besücher di Botho Strauss e L’uomo difficile di Hofmannsthal (Premio Ubu 1990 per queste due ultime interpretazioni). E’ diretto da Patroni Griffi in Un marito di Svevo. Straordinaria le sua partecipazione in Morte di un commesso viaggiatore di Arthur Miller per la regia di Giancarlo Cobelli, e poi in Il nipote Wittgenstein di Thomas Bernhard, L’arte della commedia di Eduardo, Prima della pensione di Bernhard. Ancora un testo di Miller: Erano tutti miei figli diretto da Cesare Lievi; è interprete con Massimo Popolizio e Giuliana Lojodice di Copenaghen di Michael Frayn con la regia di Mauro Avogadro; diretto da Massimo Castri è ne Il padre di Strindberg. Una esperienza innovativa e insolita è la partecipazione a Urlo di Pippo Delbono, dalla quale scaturisce l’incontro artistico con Giovanna Marini e insieme portano in teatro La ballata del carcere di Reading di Oscar Wilde, diretti da Elio De Capitani. Ultima scommessa: Molly Sweeney di Brian Friel, con accanto Valentina Sperlì e Leonardo Capuano e la regia di Andrea De Rosa.
Giurati
Valerio Binasco
Attore e regista, si diploma presso la Scuola di Recitazione del Teatro Stabile di Genova nel 1988, dove ha iniziato a lavorare con Marco Sciaccaluga. Ha collaborato a lungo ai progetti artistici di Franco Branciaroli, e da molti anni lavora con Carlo Cecchi: Finale di Partita di Samuel Beckett, La serra di Harold Pinter, e la trilogia shakespeariana Amleto, Sogno di una notte di mezza estate e Misura per misura; per l’interpretazione di Amleto riceve il Premio Linea d’Ombra e il Premio Ubu 1998 come miglior attore giovane. Alterna l’attività di interprete e di regista. Tra gli spettacoli diretti: Bar di Spiro Scimone, La bella regina di Leenane di Martin Mcdonagh , e Natalia di Danilo Macrì. E’ poi regista e interprete di Tradimenti di Pinter, e de Il gabbiano di Checov. Come attore è diretto da Franco Però ne Lo straniero di Albert Camus; da Roberto Andò ne La stanza e in Celebration di Pinter; da Giampiero Solari in Negro contro cani di Kòltes; da Mario Martone in Edipo a Colono, per questa interpretazione ha ricevuto il Premio Olimpici del Teatro e il Premio Ubu quale miglior attore non protagonista; diretto da Carlo Cecchi è il protagonista de Il tartufo di Molière. Come regista ha messo in scena: Cara professoressa di Ludmilla Razumovskaja; Ti ho sposato per allegria e più recentemente L’intervista (anche interprete) di Natalia Ginzburg; Il Dio di Roserio di Giovanni Testori, Il cortile di Spiro Scimone, La Chiusa di Conor Mc Pherson, Noccioline - Peanuts di Fausto Paravidino; La notte canta (anche interprete) e Un giorno d’estate di Jon Fosse. Intensa è anche l’attività radiofonica e cinematografica. Tra gli altri film interpretati: Lavorare con lentezza con Valerio Mastrandrea, Texas di Paravidino, La bestia nel cuore di Cristina Comencini.
Andrea De Rosa
Nato a Napoli nel 1967, ha collaborato a lungo come aiuto regista con Mario Martone sia in teatro: Così fan tutte e Don Giovanni, che al cinema: L’amore molesto, Teatro di guerra, L’odore del sangue. Ha diretto i cortometraggi, Appunti per una fenomenologia della visione premiato nel 1994 al Festival Internazionale Cinema Giovani di Torino. Trenta secondi alla fine, Sul limite, Il sesso, Maus La visita.
In teatro ha firmato le regie di Encomio di Elena da Giorgia da Lentini, Le Troiane di Euripide, Il decimo anno (in coppia con Francesco Saponaro). Nel 2005 per Elettra di Hugo von Hoffmannsthal realizzato con il sound-designer Hubert Wesstkemper ha riscosso un enorme successo ottenendo importanti riconoscimenti tra cui il Premio Speciale Ubu. Dal 2004 si dedica alla regia lirica firmando Idomeneo di Mozart, Curlew River di Britten, la prima mondiale de Il dissoluto assolto di Azio Corghi, il Don Pasquale di Donizetti, e il dittico formato da Dido and Aeneas di Henry Purcell e Satyricon di Bruno Maderna. Tra gli ultimi impegni come regista: Molly Sweeney di Brian Friel, con Umberto Orsini, Valentina Sperlì e Leonardo Capuano, Maria Stuart di Schiller con Anna Bonaiuto, e per la lirica il Macbeth di Verdi a Cremona.
Dal novembre 2008 è direttore del Mercadante Teatro Stabile di Napoli.
Rodolfo di Giammarco
Giornalista e critico teatrale per il quotidiano La Repubblica dal 1979. Ha curato numerose pubblicazioni, tra cui, il volume Nuovi testi x nuovi interpreti/Intercity Connections (editoria & spettacolo, 2004); Love Me or Kill Me di Graham Saunders su Sarah Kane (editoria & spettacolo, 2005); Teatro di Jon Fosse (editoria & spettacolo, 2007); In-Yer-Face di Aleks Sierz sul teatro britannico contemporaneo (editoria & spettacolo, 2007); la ristampa di Lezioni di declamazione di Morrocchesi (Gremese). E’ direttore delle collane della “Gremese” dal 1988. E’ autore di Paolo Poli e Tutto Peppino (ambedue di Gremese), del manuale-guida Prima del Teatro (Teatro di Pisa), Grandi monologhi del teatro contemporaneo vol. I e vol. II (Gremese). Sua la realizzazione delle mostre: Palcoscenico e spazio scenico (1984) allestita a Roma, San Francisco e Los Angeles; Fare spazio alle idee: i nuovi scenografi (1988) al Teatro Nuovo di Spoleto; Maurizio Balò - Modelli di scenografie e costumi 1970-1990 a San Giovanni Valdarno.
Varie le sue attività legate al teatro: inviato teatrale nel 1990 per RaiUno; commentatore teatrale a RadioTre; ideatore e direttore artistico dal 1994 della rassegna teatrale Garofano Verde a Roma; ideatore e direttore artistico dal 2001 della rassegna teatrale Trend - Nuove frontiere della scena britannica a Roma; consulente della rassegna teatrale Under 13 a Roma; curatore del festival Città Spettacolo di Benevento dal 1995 al 2002; condirettore del festival Emozioni a Salerno nel 2003 e 2004; consulente dal 1990 al 2005 per il Teatro Parioli di Roma. E’ direttore di corsi di drammaturgia (tra cui Officina Teatrale al teatro Sala Uno di Roma), di teatro inglese, e direttore-coordinatore del Premio Lettera 22 di critica teatrale.
Federica Fracassi
Attrice, si è formata a Milano alla Scuola d'Arte Drammatica Paolo Grassi. Ha fondato e dirige insieme al regista Renzo Martinelli la compagnia Teatro Aperto, oggi Teatro i, che dal 2004 gestisce l’omonimo spazio a Milano. Oltre a curare pubblicazioni e incontri teorici è stata protagonista di spettacoli della compagnia tra i quali La Santa di Antonio Moresco, che ha vinto il premio sette spettacoli per un nuovo teatro italiano per il 2000 indetto dal Teatro di Roma.Nel 2002 ha scritto il testo dello spettacolo Sinfonia per corpi soli-Omaggio a Sarah Kane, condividendo con Barbara Nativi e Pierpaolo Sepe il Premio Ubu assegnato al lavoro di Sarah Kane come migliore novità straniera. Nel 2003/2004 cura, oltre che esserne interprete, l’elaborazione drammaturgica delle varie tappe spettacolari da Canti del caos di Antonio Moresco, regia di Renzo Martinelli. Diretta ancora da Martinelli in Prima della pensione di Thomas Bernhard, ha ricevuto la menzione d’onore quale miglior attrice emergente al Premio Duse 2006. Interpreta con Marc Ravenill, anche autore, il monologo Product presentato in prima nazionale a Milano nell’ambito del Festival Milano Oltre. È attrice nell’opera Mi chiamo Roberta composta dal maestro Fabio Vacchi su testi di Aldo Nove. Protagonista in Dare al buio (la fine l’inizio) uno spettacolo scritto per il Teatro i da Letizia Russo, regia di Renzo Martinelli, riceve per questa interpretazione il Premio Adelaide Ristoricome miglior attrice del Mittelfest 2007. E’ autrice e attrice insieme a Nicola Russo dello spettacolo La regina delle nevi a H.C.Andersen e attrice dello spettacolo Le muse orfane di M.M.Bouchard, per il quale ha vinto il Premio ETI- Gli Olimpici del Teatro 2007 come attrice emergente. Tra gli ultimi lavori teatrali: Un giorno d’estate di Jon Fosse per la regia di Valerio Binasco, Superwoobinda di Aldo Nove per la regia di Monica Nappo, Lait di Magdalena Barile per la regia di Renzo Martinelli prodotto da Teatro i.
Cesare Lievi
Regista, drammaturgo e poeta dal 1996 è direttore artistico del Teatro Stabile di Brescia. La sua carriera ha avuto inizio nei primi anni Ottanta, fondando a Gargnano (BS), insieme al fratello Daniele, pittore e scenografo, il Teatro dell'Acqua. La messinscena di La miniera di Falun di Hofmannsthal a Francoforte è l’inizio di una memorabile avventura nei paesi di lingua tedesca con regie commissionate, fra gli altri, dalla Schaubühne di Berlino, dal Burgtheater di Vienna, dal Thalia Theater di Amburgo, dallo Stadtteather di Basilea. Nella seconda metà degli anni Ottanta in Italia mette in scena i due spettacoli del "progetto Goethe" di Brescia: Torquato Tasso e Clavigo; per le Orestiadi di Gibellina Morte di Empedocle di Hölderlin . Torna ad operare in Italia nel 1992, con la ripresa di Barbablù di Trakle col suo Varieté - un monologo. Culmine, in quegli anni di un'originale ricerca drammaturgico-registica, sospesa tra teatro tradizionale e teatro visivo, è la realizzazione di Tra gli infiniti punti di un segmento. Seguono poi, fra i tanti spettacoli, Alla meta di Bernhard; Il giorno delle parole degli altri , autore e regista; Sulla strada maestra, sua prima regia cecoviana. Del 2000 è la regia di Il nuovo inquilino di Ionesco, e allo Schauspielhaus di Bonn, il suo testo Wurzeln Aus Zwei (Radici di due), anche regista.
Negli anni successivi mette in scena Spettri di Ibsen; Il Principe costante di Pedro Calderón de la Barca; Erano tutti miei figli di Miller; Tempi d'amore-recital per più voci – uno spettacolo che coniuga parole, canto e musica dal vivo; La brocca rotta di von Kleist; Alcesti o La recita dell'esilio di Giovanni Raboni; Tradimenti di Pinter; Fotografia di una stanza, di cui firma testo e regia. Per La badante gli è stato assegnato il premio UBU miglior autore 2008. Ha curato con successo la regia di numerose opere liriche.
Piero Maccarinelli
Si diploma in regia alla scuola del Piccolo di Milano nel 1979. Dopo essere stato assistente di Scaparro e Olmi, nel 1982 inizia la sua carriera di regista. Personaggio eclettico, ama spaziare dalla drammaturgia contemporanea a quella classica, fra le sue numerose regie: Teppisti! di Giuseppe Manfridi; La fiaccola sotto il moggio di D'Annunzio; Giacomo, il prepotente di Manfridi; Alla meta di Thomas Bernhard, con Valeria Moriconi. Negli anni Novanta mette in scena L'ospite desiderato di Rosso di San Secondo; I soldi degli altri di Sterner; Verso la fine dell'estate di Repetti, con Anna Galiena, Massimo Ghini e Paolo Graziosi; Festa d'estate di Terrence McNally; la novità di Enzo Siciliano Scuola romana; Dinner Party di Pier Vittorio Tondelli; Vita col padre di Clarence Day; Pallida madre, tenera sorella di Semprun, con Gianrico Tedeschi e Moni Ovadia; La partitella di Manfridi; Il riformatore del mondo di Bernhard. Cura la regia dei testi di Roberto Cavosi tra cui Operette Morali tratto da Giacomo Leopardi e Rosanero con Ottavia Piccolo. Dirige Johnny Dorelli e Daniela Poggi in L’amico di tutti di Bernard Slade e per il Teatro Greco di Siracusa Elettra e Oreste di Euripide. Nel 2002 torna alla tragedia greca firmando per il Teatro Olimpico di Vicenza Ifigenia in Aulide con Giuseppe Pambieri, Lia Tanzi e Micol Pambieri; l’anno successivo dirige gli stessi attori ne Il fu Mattia Pascal di Tullio Kerich. Nel 2003 mette in scena La coscienza di Zeno con Massimo D’Apporto, e Frammenti di un discorso amoroso di Roland Barthes, che conclude la sua trilogia dedicata all’amore comprendente le Operette e L’invezione dell’amore di Stoppard; Gin Game di Coburn con Valeria Moriconi e Massimo De Francovich. Nelle ultime stagioni ha diretto Remo Girone e Annamaria Guarnieri in Lunga giornata verso la notte di Eugene O’Neill, Manuela Mandracchia, Maria Paiato e Massimo Popolizio in Ritter Dene Voss di Bernhard. Tra le sue innumerevoli attività legate al teatro la direzione di Artisti Riuniti, associazione culturale nata con lo scopo di riavvicinare e far dialogare tra loro teatro, cinema e tv.
Fausto Paravidino
Nato a Genova nel 1976, autore, attore e regista, inizia a lavorare in teatro già nel 1990. frequenta per un breve periodo la Scuola di recitazione del Teatro Stabile di Genova. Si trasferisce a Roma dove scrive la sua prima commedia Trinciapollo, che verrà messa in scena nel 1999. Nel 1998 scrive con Giampiero Rappa Gabriele, con la quale vince il suo primo premio alla3ª Rassegna della Drammaturgia Emergente. Nello stesso anno scrive Due fratelli aggiudicandosi il Premio Riccione Tondelli 1999, e il premio Ubu come migliore novità italiana nel 2001. Per il cinema scrive, con Lello Arena e Giampiero Rappa, il testo Tutta colpa di Cupido, poi recita in La via degli angeli di Pupi Avati e in Vuoti a perdere di Massimo Costa. Per la Rai scrive la sceneggiatura della fiction Caro domani, diretta da Mariantonia Avati. Tra il 2000 e 2002 a seguito della vittoria al Premio Tondelli, inserito nel programma International Residency for Playwrights, fequenta il Royal Court e il National Theatre di Londra. In Italia partecipa ai film: Il partigiano Johnny di Guido Chiesa e in Tobia al caffè di Gianfranco Mingozzi. Nello stesso anno, il 2001, scrive: Noccioline – Peanuts, testo rappresentato oltre che a Londra anche in Germania, e messo in scena da Valerio Binasco nel 2007 per il Teatro Eliseo di Roma, Genova 01, e Natura morta in un fosso, testo che gli fa vincere il Premio Gassman 2004. Scrive, dirige e interpreta il film Texas, presentato al festival di Venezia, con il quale ottiene una nomination per il miglior regista esordiente ai David di Donatello 2006. Nel 2007 recita nel film Signorina Effe di Wilma Labate, attualmente è sugli schermi con Amore che vieni, amore che vai, ispirato a De Andrè.
Lorenzo Pavolini
Nato a Roma nel 1964, è uno dei componenti, con Valeria Parrella e Francesco Saponaro, del Comitato Artistico del Mercadante Teatro Stabile di Napoli. Dal 1998 collabora con Radio3 Rai. Per quattro anni ha curato il ciclo di documentari d’autore Centolire. Nel 2001 e 2002 cura e produce con Anna Antonelli il progetto Atto unico presente, vincitore del Prix Italia 2001 categoria Radio Drama con Dulhan la sposa di Melania Mazzucco, regia di Wilma Labate. Nel 2002 realizza il radiodocumentario Ninnananna di Natale, musica e storie dall’orchestra di Piazza Vittorio che nel 2003 riceve il Grand Prix International de la Radio – URTI. Tra il 2004 e 2006 vanno in onda 24 dialoghi radiofonici (Dialoghi possibili) che ha curato, sempre con Anna Antonelli, e di cui ha realizzato alcune regie: Le pesche di Edoardo Albinati con Valerio Binasco e Luigi Lo Cascio, La visita di Tiziano Scarpa con Franco Branciaroli, L’intervista di Evelina Santangelo con Anna Bonaiuto e Monica Nappo. Nel 2007 cura la trasmissione Storie interrotte in diretta dall’auditorium Rai di Napoli in collaborazione con il Ministero dello Sviluppo Economico, oltre a un ciclo di trasmissioni in occasione del centenario di Alberto Moravia e un reportage in dieci puntate dal titolo: La ballata dei lavavetri. Nel 2008 conduce in diretta dall’Auditorium Parco della Musica di Roma le quattro serate delle Interviste impossibili live. È redattore della rivista Nuovi Argomenti. Ha pubblicato i romanzi Senza rivoluzione (Giunti 1997, premio Grinzane Cavour esordiente) e Essere pronto (peQuod, 2005). Ha curato e tradotto diversi volumi tra cui: Italville – New Italian Writing (Exile Edition, 2005) antologia di giovani autori italiani tradotti in inglese e l’edizione integrale delle Interviste impossibili (Donzelli, 2006). Alcuni suoi racconti sono apparsi su giornali, riviste e antologie. È socio fondatore dell’Apollo 11, associazione che opera nel quartiere Esquilino di Roma e che ha dato vita all’Orchestra di Piazza Vittorio.
Ottavia Piccolo
Alla sua seconda collaborazione con il Premio Riccione, debutta in teatro a soli 10 anni diretta da Luigi Squarzina in Anna dei miracoli di Gibson, era la piccola Helen accanto ad Anna Proclemer. Anche l'esordio cinematografico è importante: sarà una delle figlie del Principe di Salina nel Gattopardo di Luchino Visconti.
Nel ’64 Giorgio Strehler la dirige ne Le baruffe chiozzotte e poi nel Re Lear.
Ha lavorato con Luca Ronconi nel memorabile Orlando Furioso, e al cinema con Mauro Bolognini, per Metello diretto da quest'ultimo vince il Nastro d’Argento e la Palma d’Oro come miglior attrice al Festival di Cannes del 1970. Dalla metà degli anni Settanta si dedica soprattutto al teatro, affrontando i grandi autori classici: Shakespeare, Pirandello, Alfieri, Tomasi di Lampedusa, Hoffmannsthal, ma prende parte anche a numerosi e popolarissimi sceneggiati televisivi come Il mulino del Po e la coscienza di Zeno con la regia di Sandro Bolchi e La Certosa di Parma con la regia di Bolognini. Nel 1987 vince un altro Nastro d’Argento con La famiglia di Ettore Scola. Nei primi anni Novanta, pur privilegiando il teatro, è presente in fortunati telefilm italiani e prende parte a vari film e serie televisive francesi. Dopo una lunga pausa nella quale si dedica esclusivamente al teatro, torna al cinema nel 2004 in Tu la conosci Claudia? con Aldo, Giovanni e Giacomo. Attenta alla drammaturgia contemporanea è stata recentemente protagonista assieme a Ivano Marescotti di Bellissima Maria di Roberto Cavosi, testo vincitore del Premio Riccione 2001, e ha portato in scena Processo a Dio di Stefano Massini, (vincitore del Premio Tondelli2005 con il testo L’odore assordante del bianco).
Anna Proclemer
E’ la signora indiscussa del teatro italiano. Nella sua lunga e sfaccettata carriera ha recitato con il Teatro delle Arti di Bragaglia, con la compagnia dell'IDI, la compagnia Pagnani-Cervi e quella di Ricci. Ha collaborato con Vittorio Gassman, con Luigi Squarzina, con il Piccolo Teatro di Milano diretta da Strehler. Nel 1956 inaugura un lungo sodalizio con Giorgio Albertazzi; dal 1957 partecipa a numerose trasposizioni teatrali per la televisione. Ha recitato anche al cinema; era in Viaggio in Italia di Rossellini, in Cadaveri eccellenti di Rosi, in alcuni film di Matarazzo.
Recentemente è tornata sulle scene teatrali con Diario privato da Journal Littéraire di Paul Léautaud per la regia di Luca Ronconi insieme a Giorgio Albertazzi, mentre nel cinema ha interpretato un cameo per il film No Problem diretto da Vincenzo Salemme.
Segretaria
Francesca Airaudo