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Una stagione teatrale per le scuole

Una stagione teatrale per le scuole

Allo Spazio Tondelli, accanto alla stagione teatrale 2026/27, Riccione Teatro propone una rassegna interamente dedicata alle scuole, dai nidi d’infanzia fino alle secondarie di secondo grado.

• Il programma dettagliato della rassegna per le scuole (PDF)

• Il modulo di prenotazione (.doc)

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Calendario degli appuntamenti per le scuole, 2026/27

30 ottobre: Vedo il mondo girare – Prova aperta                
Scuola dell’infanzia

13 novembre: [Òdio] – Proiezione
Scuola secondaria di II grado

16 novembre: Dire fare baciare lettera testamento                
Scuola primaria

26 novembre: Era di maggio, Giovanni – Lettura scenica        
Scuola secondaria di I grado

1 febbraio: Galassia Annika
Scuola primaria

15 febbraio: Kafka e la bambola viaggiatrice
Scuola primaria

16 febbraio: Fiabe da tavolo 
Scuola dell’infanzia

22 febbraio: Una festa bellissima
Scuola dell’infanzia

23 febbraio: Storia di un no
Scuola secondaria di I e II grado

10 marzo: AudioBebèDanza!   
Nido d’infanzia

12 marzo: R.OSA
Scuola secondaria di II grado

18 marzo: La foresta dei no
Scuola secondaria di I e II grado

19 aprile: La memoria è il futuro – Incontro
Scuola secondaria di II grado

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Biglietti
5 euro (gratuito per insegnanti e persone con disabilità), a eccezione di Vedo il mondo girare, [Òdio], Era di maggio, Giovanni e La memoria è il futuro, che sono gratuiti.

Prenotazioni
Compilare il modulo di prenotazione e inviarlo all’indirizzo email organizzazione@riccioneteatro.it entro lunedì 12 ottobre 2026. L’adesione non è automatica, ma deve essere verificata dal teatro che darà conferma via email.
È necessaria la prenotazione anche per gli eventi gratuiti. I posti saranno assegnati in base all’ordine di prenotazione, fino a esaurimento della disponibilità.

Informazioni
Tel. 320 0168171
organizzazione@riccioneteatro.it

Spazio Tondelli
Viale Ceccarini, 165
47838 Riccione

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Galassia Tondelli. Nello Spazio, per imparare a guardare lontano

C’è un pensiero che accompagna il progetto Riccione Teatro per le nuove generazioni. Il teatro non è semplicemente qualcosa che si guarda, ma un luogo che si abita. Uno spazio nel quale incontrare ciò che ancora non conosciamo, esercitare l’immaginazione, dare forma alle emozioni e imparare a riconoscere le complessità del mondo. Questo vale ancora di più oggi per lo Spazio Tondelli, che non rinasce semplicemente come teatro, ma con l’ambizione di essere una casa delle arti. Un luogo del nostro tempo, aperto alla città e alla comunità, capace di accogliere i linguaggi della scena e dell’arte e di farli dialogare. Teatro, danza, musica, cinema, immagini, parole, corpi e tecnologie possono incontrarsi per innescare immaginari, relazioni, idee e progetti. È qui che la programmazione 26/27 vivrà finalmente per intero. Vorremmo che questo luogo rinnovato diventasse soprattutto la casa delle bambine, dei bambini, delle ragazze e dei ragazzi di Riccione. Il loro nido, un posto nel quale crescere incontrando storie, linguaggi, teorie, visioni e avventure. Federica Iacobelli, con la quale condivido la cura di questo progetto, in Leggere teatro è un gioco da ragazzi (Dino Audino editore, 2026) ci invita a pensare il teatro nella sua natura plurale, come un’arte in cui linguaggi differenti si incontrano e si contaminano. Parola e gesto, corpo e immagine, suono e silenzio possono comporre una mappa aperta nella quale ciascuno trova il proprio modo di guardare e comprendere. E c’è Walter Benjamin, richiamato nelle pagine di Federica, a suggerirci una direzione ancora più radicale. Nell’esperienza infantile e nel gioco, le cose possono essere liberate dalla funzione che il mondo adulto ha assegnato loro e tornare disponibili a nuovi usi, nuove combinazioni, nuove possibilità. È forse proprio qui che il bambino può insegnare qualcosa all’adulto. Per questo immaginiamo una programmazione non soltanto per le nuove generazioni, ma insieme a loro, alle famiglie e alla scuola. Un progetto reso possibile dal sostegno del Comune di Riccione e dal prezioso dialogo con l’assessorato ai Servizi educativi e il Coordinamento pedagogico, che permette alla proposta artistica di incontrare concretamente la comunità educante della città. Perché portare bambine e bambini a teatro non significa semplicemente formare il pubblico di domani, ma riconoscerli già oggi come cittadini, interlocutori e protagonisti della vita culturale della città. Vorremmo che lo Spazio Tondelli diventasse così uno dei luoghi della loro formazione sentimentale e culturale. Un luogo nel quale entrare oggi tenendo per mano un adulto e nel quale, domani, desiderare di tornare da grandi. Un nido, dunque, dal quale imparare un giorno a volare.

– Simone Bruscia

 

In cammino tra le generazioni

Immaginare una stagione per le “nuove generazioni” vuol dire pensare e parlare a persone in viaggio lungo il cammino della crescita. Ma stare su tale cammino con loro vuol dire anche cercare strade nuove per quel racconto dal vivo chiamato teatro, che moltiplica le sue possibilità, quando coinvolge il rigore e la sensibilità dei più giovani, pur restando in dialogo con le storie e i linguaggi della sua storia. In questa seconda stagione di Riccione Teatro per le nuove generazioni, Simone Bruscia e io abbiamo scelto di continuare ad attraversare la diversità dei punti di vista, delle grammatiche, dei temi, delle età. Così ad aprire lo spazio Tondelli è la prova aperta di un’opera che guarda alle stelle in tanti sensi ma nasce dai fogli di carta di un grande artista illustratore come Hervé Tullet. Così torna a trovarci il Teatro delle Apparizioni con i suoi esperimenti tra fiaba e romanzo contemporaneo, fra micro e macro-teatro, fra oggetti tridimensionali e disegni animati, fra attori in carne e ossa e pupazzi. Da tutt’altro universo, la compagnia Arione de Falco lavora solo con corpi e voci d’attore e parole ben scritte sulla scena nuda. L’attenzione alla scrittura è del resto una costante, come testimonia la presenza di due testi finalisti del Premio Riccione alla drammaturgia per le nuove generazioni: Galassia Annika di Simona Gambaro e La foresta dei no di Giuliano Scarpinato, entrambi temerari nel narrare il dolore, tanto più forte quando si è piccoli. Il sentire dei più giovani va ascoltato, specie in un mondo che mette a rischio il loro futuro. Ed è quello che fanno due storiche compagnie ospiti del TTV: Babilonia Teatri, con uno spettacolo per e con i bambini, e Motus, con un film-inchiesta tra gli adolescenti. Per chi è sulla soglia dell’età adulta, ma anche per i piccolissimi, i corpi parlano al di qua e al di là delle parole: lo rivelano, in particolare, il gioco dissacrante della coreografa Silvia Gribaudo e le tenere audio-bebè-danze di Lorena Dozio. Le incursioni della nostra stagione sono poi viaggi nel tempo: il monologo Era di maggio, Giovanni ricorda le stragi di mafia di fine Novecento, in collaborazione con il festival Anticorpi, mentre l’incontro con una grande intellettuale che il Novecento lo ha attraversato in buona parte, Dacia Maraini, presidente di giuria del Premio Riccione, porta ai giovani la lezione civile di Primo Levi. Riccione Teatro per le nuove generazioni cerca insomma la continuità e l’imprevisto, lo stupore dell’incontro e la costruzione di relazioni che nel tempo diano vita a laboratori, residenze, mostre, letture, dialoghi pubblici. Perché parlare alle nuove generazioni vuol dire anche parlare “tra le generazioni”, nel segno della comunità, nel senso della vita.

– Federica Iacobelli

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