Riccione, Cocoricò
Sabato 4 ottobre 2025, 20:30
Premiazioni
58° PREMIO RICCIONE PER IL TEATRO
con la partecipazione della giuria
Dacia Maraini, Concita De Gregorio, Graziano Graziani, Lino Guanciale,Claudio Longhi, Lorenzo Pavolini, Maura Teofili, Walter Zambaldi
musica dal vivo
Violante Placido e Mauro Ermanno Giovanardi
Dedicato a testi teatrali ancora non rappresentati in pubblico, il Premio Riccione dal 1947 a oggi ha portato alla ribalta alcuni dei maggiori talenti della nostra drammaturgia. Nel corso di una serata-evento con interventi musicali di Violante Placido e del frontman dei La Crus Mauro Giovanardi, viene svelata l’opera vincitrice della 58a edizione, fra le cinque giunte in finale: SEG MEN TAR SI / dis-integrazione dell’umano di Chiara Arrigoni, Una specie d’Amarcord di Caroline Baglioni, Favola sismica di Matteo Caniglia, I travagliati di Roberto Castello e Giuliano Scarpinato, e Tacet di Jacopo Giacomoni. La scelta spetta a una giuria presieduta da Dacia Maraini e composta anche da Concita De Gregorio, Graziano Graziani, Lino Guanciale, Claudio Longhi, Lorenzo Pavolini, Maura Teofili e Walter Zambaldi.
Gli stessi giurati si esprimono sul 16° Premio Riccione “Pier Vittorio Tondelli”, prestigiosa sezione under 30 in cui si sfidano i giovani Michele Brasilio (La rabbia è una malattia borghese), Giulia Cermelli (Sangue timido), Francesca Lancelotti (Out-Defining), Francesco Toscani (La rabbia che ho in corpo) e Michele Traverso (Lunar Flag Assembly).
Un comitato composto da Federica Iacobelli (presidente), Renata Coluccini, Graziano Graziani, Giuditta Mingucci e Cira Santoro Cengic assegna invece il nuovo Premio Riccione alla drammaturgia per le nuove generazioni, riservato a opere per un pubblico di 7-11 anni o 12-15 anni. In finale Mariasole Brusa (IDDA_storia di un filo. Drammaturgia per uno spettacolo senza parole), Roberta Ferrari (C’era il bosco), Simona Gambaro (Galassia Annika), Benedetto Pigoni (Baba Cloanța) e Giuliano Scarpinato (La foresta dei no).
A completare il palmarès sono la menzione speciale “Franco Quadri”, all’opera che meglio abbina scrittura teatrale e ricerca letteraria fra tutte quelle iscritte, e il Premio speciale per l’innovazione drammaturgica, attribuito fuori concorso a una personalità capace di aprire nuove prospettive al mondo della scena.
Uno dei momenti più attesi è il tributo a Dacia Maraini, destinataria del Premio Riccione alla carriera. Autrice rappresentata in oltre venti Paesi, con un vastissimo corpus di opere messe in scena da registi come Luca Ronconi e Antonio Calenda, la presidente di giura del 58° Premio Riccione è stata una delle fondatrici del teatro femminista La Maddalena, ha saputo esprimersi in prima persona come regista e ha pubblicato anche importanti lavori di carattere teorico come Il sogno del teatro (con Eugenio Murrali, prefazione di Dario Fo) e il recente Per un nuovo lessico della letteratura e del teatro. Dopo averle assegnato cinque riconoscimenti tra il 1975 e il 2007, il Premio Riccione la omaggia per il contribuito straordinario dato al mondo del teatro durante tutta la sua carriera.
- Ingresso libero.
Violante Placido è attrice e cantautrice. Diretta sul grande schermo da registi come Sergio Rubini, Pupi Avati, Claudio Cupellini, Michele Placido e Anton Corbijn, ha recitato in film italiani e stranieri, ottenendo candidature ai David di Donatello, al Nastro d’Argento e al Globo d’Oro. Per la tv ha preso parte a diversi successi internazionali, da Guerra e pace a Pinocchio, mentre a teatro in quest’ultima stagione è stata coprotagonista della versione italiana di 1984, onirica rivisitazione del romanzo di George Orwell firmata dai drammaturghi Robert Icke e Duncan Macmillan. Come cantautrice ha all’attivo due album (Don’t Be Shy e Sheepwolf), oltre a diversi singoli e a featuring per Bugo, Mauro Ermanno Giovanardi e Boosta. Porta inoltre a teatro Femmes fatales, spettacolo da lei ideato in cui racconta tra parole e musica le sue muse Marianne Faithfull, Nico, Francoise Hardy, Yoko Ono e Patty Pravo.
Mauro Ermanno Giovanardi, cantautore raffinato e poliedrico, sul finire degli anni Ottanta è stato uno degli animatori della scena underground italiana con i Carnival of Fools, e nel 1993 ha fondato i La Crus, band che ha cambiato le regole della musica alternativa italiana. Solista dal 2007, si muove liberamente fra rock, pop e tradizione cantautorale italiana. Quattro volte Targa Tenco e vincitore anche dei premi Ciampi, Lunezia e De André, nel 2011 è stato protagonista al Festival di Sanremo con Io confesso, brano più passato dalle emittenti radiofoniche (classifica Ear One). Negli anni ha sviluppato un rapporto molto intenso con il teatro lavorando a numerosi spettacoli. È stato inoltre fondatore insieme a Manuel Agnelli, Giacomo Spazio e Carlo Albertoli dell’etichetta indipendente Vox Pop, con più di cento numeri di catalogo distribuiti in Italia e all’estero, e ha diretto diversi festival di musica e letteratura, dalla manifestazione riminese Assalti al Cuore, ai più recenti Parola Cantata, Equilibri e La Mia Generazione Festival. Il suo ultimo album è Proteggimi da ciò che voglio (2024), pubblicato dai La Crus dopo sedici anni di assenza, con partecipazioni di Carmen Consoli, Colapesce e Dimartino, Vasco Brondi e del filosofo Slavoj Žižek.